Città del Capo: Un iceberg potrebbe risolvere l’emergenza idrica!

Una crisi idrica tiene in ostaggio Città del Capo da mesi. Un iceberg trainato dall’Antartico potrebbe esserne la soluzione. Ne è convinto Nick Sloane, ‘salvage master’ di fama internazionale che ha coordinato l’operazione di recupero della Costa Concordia all’Isola del Giglio.

Città del Capo è il terzo centro urbano più popoloso del Sudafrica e da mesi è costretto ai razionamenti dei consumi d’acqua per conservare le riserve messe a dura prova dalla siccità. Mancano ancora 100 milioni di litri al giorno per riuscire a coprire il fabbisogno dei residenti.

Sloane, che sta guidando la campagna, ha annunciato che a questo punto alcuni iceberg sono già stati individuati e si trovano a solo circa 1200 miglia marine. Del suo “Southern Ice Team” fanno parte l’ingegnere francese Georges Mougin e il glaciologo norvegese Olav Orheim.

L’operazione proposta da Sloane presenta comunque una serie di difficoltà tecniche. Gli iceberg idonei per dimensioni e forma già trascinati dalle correnti verso Gough Island, luogo raggiungibile a circa 2700 km a sud-ovest da Città del Capo, sono solo il 7% dei più di 270 mila esistenti. Poi vanno ‘catturati’ e trainati con procedimenti complessi fino a Cape Columbine, a nord di Saldanha Bay. In questo lungo viaggio, in base alle stime di Orheim circa il 30% dell’iceberg si scioglierà.

Le altre problematiche riguardano la trasformazione dell’iceberg in acqua potabile e il suo trasporto fino alla terra ferma.

Il progetto di Sloane prevede un investimento limitato per la sua attuazione, molto inferiore rispetto al piano di desalinizzazione dell’acqua di mare, e non provocherà danni ambientali. Inoltre, grazie a tecniche di conservazione del ghiaccio, l’iceberg potrebbe essere utilizzato solo in caso di necessità.

Chris von Holdt dell’azienda ingegneristica Aurecon ha evidenziato che ci sono sufficienti requisiti tecnici ed economici per poter prendere seriamente in considerazione l’opzione degli iceberg durante i periodi di siccità. Pur essendo una proposta valida e fattibile però, secondo Kevin Winters, docente del Futur Waters Institute, il consiglio comunale difficilmente potrebbe considerare l’iceberg come una nuova fonte di rifornimento in acqua per “complessità, rischi e costo dell’operazione”.

Recentemente, anche la Baia di Saldanha, a nord-ovest di Città del Capo, rischia di avere un suo ‘Day Zero’, quando non uscirà più acqua dai rubinetti. Per il Sudafrica la crisi dell’acqua sembra destinata ad essere un’emergenza anche nei prossimi anni e non solo a Città del Capo.

(fonte: http://www.repubblica.it)

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